Sono i calzolai creatori di scarpe speciali per gondolieri.

Come per i cappelli e gli abiti, anche per le scarpe è opportuno tener conto del fatto che il gondoliere così come noi lo conosciamo oggi è figura relativamente recente.

Per il passato, i pochi riferimenti sono nel gondolièr de casàda, per il quale le calzature ripetono l’eleganza degli abiti, ad esempio con la presenza di fibbie. L’arte dei caleghèri, assai antica in città, ha resistito agli assalti della produzione di massa in alcune botteghe, che hanno mantenuto tecniche antiche, specializzandosi in calzature di pregio o ‘funzionali’. ‘Funzionale’ è quella che i calzolai amano chiamare ‘scarpa del gondoliere’. Si tratta di una tradizione che sta nascendo. Inventata negli anni Settanta del XX secolo per i veneziani, ha una suola progettata con una zeppa di gomma morbida e resistente, adatta a non far stancare la schiena di chi cammina molto, e una ‘suoletta di costruzione’ con arco plantare, in cuoio.

calegheri

La suoletta viene applicata e fissata con tre chiodi nella forma su cui viene montata e ‘tirata’, con chiodini, la tomaia (di vitello martellato). ‘Scarnita’ la pianta e applicata la suola, il tutto viene messo in pressa per otto ore con i mastici. Tra taglio, montatura e finissaggio ci vogliono dieci ore per completare il paio di scarpe, che alla fine sarà fatto a mano e su misura e non in serie, e avrà un prezzo non troppo elevato non essendoci cucitura (per la scarpa cucita le ore di lavoro sono molte di più). La scarpa, ideata per i veneziani, per la comodità è stata progressivamente ‘adottata’ dai gondolieri, che trascorrono molte ore in piedi. La diffusione nella categoria è discreta, nella versione in nero. L’arte si apprende ancora in bottega, dove sono sovrani gli attrezzi tradizionali del mestiere: pinze, martello e chiodi.
Tra i mestieri veneziani, i caleghèri, associati ai ciabattini (zavattèri), sono presenti già con il loro Capitolare nel 1271.
Del caleghèr la toponomastica presenta, a Venezia, il ponte, il campiello, il ramo.